La chiesa: come si sceglie, come si entra, come si esce & co.!!!

La chiesa: come si sceglie, come si entra, come si esce & co.!!!

La scelta
Stabilito che la cerimonia sarà con rito religioso, bisogna scegliere la chiesa.
La cerimonia avviene nella parrocchia della sposa ma questo non è obbligatorio.
Bisogna tenere conto del tono della cerimonia e del numero di invitati rapportando tutto questo alla capienza della chiesa.
Se il matrimonio avverrà con sfarzo e con molti invitati, è indicata una grossa chiesa con tanti posti a sedere; viceversa questa scelta potrebbe creare una cornice deludente nel caso in cui tutto si svolga in tono minore.
 
Sarà comunque opportuno scegliere il luogo del ricevimento nelle immediate vicinanze per evitare che un giorno di festa si trasformi a tutti gli effetti in un penoso e stancante girovagare per gli sposi e gli ospiti. In ogni caso se si vuole celebrare il rito in una chiesa che non fa parte della propria diocesi, bisogna parlarne con il parroco che ha curato tutta la documentazione il quale si incarica di chiedere la relativa autorizzazione in Curia.
Vista la complessità della scelta della chiesa, questa deve essere fatta con un congruo anticipo anche per evitare la brutta sorpresa che il giorno e l’ora desiderati siano stati già “accaparrati”. Un anno è il minimo lasso di tempo necessario.
 
 

Il sacerdote
Un’altra evenienza che si sta manifestando sempre più spesso è il desiderio di far officiare il rito da un sacerdote di una parrocchia diversa da quella di residenza o perchè c’è un rapporto di amicizia o perchè si collabora con lui. In questo caso si può chiedergli di celebrare il rito nella parrocchia di uno degli sposi oppure trasferirsi nella sua o scegliere una terza parrocchia. Tutti i permessi devono essere ovviamente a posto. Se il sacerdote si deve spostare dalla sua residenza abituale per questo avvenimento, può essere ospitato dalla famiglia della sposa oppure gli si può prenotare una camera di albergo avvertendo la direzione che il conto sarà pagato dalla famiglia della sposa.
 
Se viene invitato al ricevimento, il posto d’onore è il suo. Oltre all’offerta per la chiesa, può essere carino omaggiarlo di una bomboniera soprattutto quando si è legati a lui da un buon rapporto; certamente tale bombonierà non sarà uguale a quella degli altri invitati ma non deve essere necessariamente neanche il classico soggetto religioso. La scelta può orientarsi su un orologio da scrivania o un altro oggetto da scrivania, su una cornice, una penna, un portabiglietti da visita o su un qualcosa che comunque possa utilizzare.
 
 

L’entrata e l’uscita
Lo sposo, secondo la tradizione anglosassone, in questo momento punto di riferimento per tutti, precede la sposa all’altare.
In genere è accompagnato dalla madre a cui offre il suo braccio sinistro e dietro a lui entrano tutti gli invitati. Solo quando tutti sono in chiesa fa il suo ingresso la sposa. É bene però che la sposa non faccia aspettare troppo davanti agli inginocchiatoi il suo lui.
La sposa entra al braccio sinistro del padre. É bene evitare l’applauso alla sposa.
Chi la accompagna, la consegna, come gesto simbolico, al futuro marito, porgendo la mano destra della sposa nelle mani del futuro marito. Lo sposo la riceve e, se vuole, stringe la mano a chi la accompagnava.
Se sono previsti i paggetti, precedono la sposa mentre le damigelle la seguono.
 
Se lo sposo non ha più la mamma, può essere accompagnato all’altare da una sorella o comunque da una parente a cui è particolarmente legato. La stessa cosa vale per la sposa; un fratello o uno zio o un altro parente a cui è affezionata sono egregi sostituti.
Ci sono però altre soluzioni legate anche a tradizioni locali. Lo sposo per esempio aspetta la sposa sulla porta della chiesa, la bacia affettuosamente su una guancia e insieme si avviano all’altare, lei sempre alla sua sinistra. Questa può essere una scelta brillante quando esistono difficoltà evidenti nell’individuazione di chi deve accompagnare all’altare lui o lei o in casi di vincoli familiari particolarmente intricati in cui la sposa per esempio è più affezionata al patrigno che non al vero padre perchè è stata praticamente cresciuta dal primo.
 
Se tutto è avvenuto correttamente, la coppia davanti agli inginocchiatoi si ritrova con lei alla sinistra di lui; al fianco di ognuno si metteranno i rispettivi testimoni. Ovviamente anche i parenti di lui e di lei rispetteranno questa disposizione sistemandosi rispettivamente alle loro spalle; dietro a loro prenderanno posto gli amici.
 
A cerimonia conclusa e dopo le firme di rito la coppia si dispone in modo che lo sposo dia il braccio destro alla sposa. La coppia apre il corteo d’uscita, seguono i paggetti (ma questi possono anche precedere la coppia) e le damigelle, il padre di lei con la madre di lui, il padre di lui con la madre di lei. Ma tutto può essere semplificato alla sola coppia soprattutto quando manca uno dei genitori. Il corteo può essere accompagnato dalle note della Marcia nuziale. Sul sagrato della chiesa la coppia, accolta o meno da una pioggia di riso a seconda del volere della sposa, viene salutata e festeggiata da tutti gli invitati.
La pioggia di riso è di buon auspicio ma è meglio comunque evitare scherzi di cattivo gusto che potrebbero compromettere il resto della giornata come l’eccesso di riso che impregna i capelli o come interi pacchetti gettati dentro la scollatura della sposa. Come al solito il buon gusto è anche sinonimo di equilibrio e di rispetto degli altri. Così sarebbe da evitare il lancio di confetti o di coriandoli che, essendo colorati, potrebbero sporcare il vestito della sposa in modo irrimediabile: essendo poi questi il simbolo del carnevale, e quindi del dio pagano (il diavolo), sarebbe meglio non utilizzarli mai in un matrimonio.
 
Questo momento della giornata è dedicato a ricevere gli auguri di tutti anche di quelli che non partecipano poi al rinfresco a cui perciò bisogna prestare particolare attenzione e magari trovare il tempo per fare qualche foto in più proprio con loro. É un momento che si può protrarre anche oltre il previsto soprattutto se gli invitati sono molti; sarà bene pensarci quando si programma la giornata. A questo proposito è bene riflettere accuratamente sull’ora della cerimonia. Il matrimonio celebrato nel pieno del mezzogiorno comporta quasi certamente un inizio del pranzo in orari veramente fuori posto.
 
Altra piccola raccomandazione: non si lesina un sorriso e una buona parola a nessuno a partire da questo momento, anche all’invitato che non va molto a genio, anche se le scarpe sono strette e la stanchezza avanza, anche se si vorrebbe essere altrove col proprio bene. Sono tutte cose su cui meditare molto bene nell’organizzare il proprio matrimonio perchè alla fine sia una vera giornata di festa e non una tortura.
 

 

La cerimonia e il libretto del matrimonio
La cerimonia religiosa è un rito antico e solenne in cui tutti i gesti e le parole hanno un preciso significato. Non sono queste pagine, legate più che altro all’esposizione dell’etichetta e delle tradizioni, quelle più adatte per entrare nei dettagli. Basti solo questa riflessione. Anche la divisione del pane e del vino assume in questo caso specifico una valenza maggiore dei fondamentali valori cristiani che ognuno conosce: indica l’amore coniugale e l’impegno di mutuo aiuto che gli sposi contraggono.
Un bel ricordo di questo momento, il più importante della giornata, è sicuramente il libretto della cerimonia che in genere ogni parroco prepara e distribuisce non solo agli sposi ma anche agli invitati.
Nel tempo il riaprirlo comporta il rispolverare le letture scelte e le parole che il sacerdote ha scelto per commentarle.

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